Anticamente il territorio della Tuscia era chiamato Etruria, detta in latino Hetruria o Aetruria e prendendo il nome dai suoi abitanti, detti Etruschi o Etrurii. Questa terra comprendeva vaste aree della Toscana, del Lazio e dell'Umbria, e fu definitivamente annesso allo Stato Romano nell'89 a.C.

Gli Etruschi erano un popolo di etnia orientale, forse proveniente dalla Lidia, che a partire dal X secolo si stabilì nell'Italia centrale, fra il mare Tirreno ed fiumi Arno e Tevere per poi espandere i loro insediamenti anche a nord ed a sud.
Gli Etruschi ebbero il sopravvento sulle meno evolute popolazioni autoctone, con le quali finirono per integrarsi.
Eccellevano nella lavorazione dei metalli, nelle armi, nelle arti, nella navigazione, nell'ingegneria idraulica e in quella delle costruzioni. Erano organizzati in gruppi di 12 città, quelle dell'Italia centrale furono Arezzo, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Prugia, Populonia, Tarquinia, Veio, Vetulonia, Volsinii, Volterra, Vulci, ciascuna retta da un Lucumone.

La più antica delle città da loro fondata fu probabilmente Tarquinia nel VIII secolo a.C. Raggiunsero il loro massimo sviluppo nel VI secolo, poi iniziò la loro lenta decadenza e Con l'espansione verso nord dei Romani, le città etrusche caddero una ad una: prima Cerveteri poi Tarquinia, nel 309 a.C. Nel 264 a.C. i Romani conquistarono la città etrusca Velzna, dove attualmente si trova Orvieto ed infine, attorno al III secolo a.C., l?Impero Romano li sottomise, dopo averli completamente decimati durante la battaglia svoltasi, nel 300 a.C. circa, lungo le sponde del lago Vadimone (prosciugatosi nel 1600 circa), le cui tracce si possono osservare dal Comune di Vasanello.
Gli Etruschi sono considerati un "mistero" perché non si è trovato alcun documento originale che consenta di ricostruire con precisione le loro origini e la loro storia. Le iscrizioni scolpite sulle tombe sono appena sufficienti per comprendere il loro alfabeto. Le notizie storiche disponibili sono assai dubbie perché riferite da storici Romani, dopo che erano trascorsi alcuni secoli dagli accadimenti.
Dal secondo secolo d.C. i Romani iniziarono ad utilizzare anche il nome Tusci e Tuscia il loro territorio. In seguito alla riforma dell'imperatore Domiziano (81-96 d.C.) l'Umbria e l'Etruria furono unite in un'unica provincia governata, come le altre cinque dell'Italia centrale e meridionale, da un vicarius urbis;
Tuscia è la denominazione ufficiale dell'Etruria stabilita nel riordinamento amministrativo dell'Italia antica operato dall'imperatore Diocleziano (284-305), ma già da tempo era un nome diffuso nell'uso corrente.
Dopo il periodo romano, l'Italia divenne terra di conquista ed in particolare la Tuscia fu a lungo contesa fra Papi, Imperatori Tedeschi e Re di Francia. Le principali città coinvolte furono Viterbo ed Orvieto, spesso in lotta fra loro.

Saltando a piè pari un lungo periodo, non meno importante dove nel territorio si alternarono, tra gli altri, I Goti, I Longobardi ed IL Sacro Romano Impero dei Carolingi, arriviamo al 1534 quando, dopo la morte di Clemente VII, fu eletto papa, all'età di 67 anni, il cardinale Alessandro Farnese, che assunse il nome di Paolo III.
Anche lui fu un grande mecenate del Rinascimento.
Nella Tuscia, assieme a suo nipote cardinale Alessandro, fece costruire e restaurare palazzi a Gradoli, Capranica, Capodimonte ed altri minori
Paolo III fu un papa risoluto ed apprezzato, ma fu anche affetto da un nepotismo a dir poco sfacciato. Durante la sua carriera cardinalizia ebbe quattro figli, due dei quali morirono giovani: rimasero Pier Luigi e Costanza. che fece riconoscere come legittimi e si adoperò per assicurare loro un avvenire di grandezza.
Costanza andò sposa con un Orsini di Pitigliano.
Come testimonianza di questo periodo rimangono, stupendi, alcuni castelli fortificati degli Orsini, ubicati in posizioni strategiche a difesa del terririorio, e Palazzo Farnese a Caprarola.