L’ulivo viene da lontano …è proprio un ramoscello d’olivo, portato da una colomba, ad annunciare a Noè la fine del diluvio….Ma forse la leggenda più nota è la sfida tra Atena e Poseidone. Per decisione di Zeus, il possesso della città di Atene e della regione dell’Attica, verrà aggiudicato al Dio che fornirà il dono più utile. Alla fine, a restare in gara sono Atena e Poseidone. Quest’ultimo fa sbucare dalla foresta un meraviglioso cavallo, mentre Atena fa nascere dalle viscere della terra un nuovo albero: l’olivo. Zeus giudica vincitrice la dea sua figlia, sostenendo che il cavallo è per la guerra mentre l’olivo è per la pace.

Sembra che in Italia la cultura dell’olivo sia stata introdotta dai Greci, che la consideravano un dono della dea Atena. L'olio di oliva fu una delle maggiori componenti dell'alimentazione dei Romani, e veniva classificato in cinque categorie:
— "Ex albis ulivis" l'olio più pregiato ottenuto da olive verde chiaro;
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"Viride" generato da frutti che stanno annerendosi;
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"Maturum" frutto di olive mature;
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"Caducum" prodotto da frutti raccolti per terra;
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"Cibarium" spremuto da olive bacate e destinato agli schiavi.
L’olivo veniva altresì usato per cosmesi, medicina e illuminazione, ma il suo posto d’onore era già in cucina, in ricette che si avvicinavano molto a quelle della nostra attuale "dieta mediterranea". Lo testimoniano i leggendari trattati di Apicus, uno dei primi gastronomi della storia, che già nel primo secolo dopo Cristo rese l’olio onnipresente nelle sue ricette per conservare, condire, cuocere.